Come si diventa fotografi famosi? Il caso Annie Leibovitz

a cura di Sabrina Martin , Fotografa, conduce i Corsi di Fotografia proposti dell’Università Popolare del Lago di Bracciano

Prima Parte

Anna-Lou Leibovitz nasce negli Stati Uniti nel 1949 da una famiglia benestante: la madre, sua prima ispirazione artistica, è un’affermata ballerina e il padre è un tenente colonnello dell’air force.

Studia pittura e durante il suo percorso conosce l’Opera di Robert Frank e Henri Cartier Bresson e decide di dedicarsi allo studio della pellicola.
Ebbene sì! La Leibovitz rappresenta uno dei casi in cui non si diventa fotografi per caso, ma per studio ed esperienza!

Nel 1970 viene assunta dalla rivista Rolling Stone, rinomata per l’attenzione nei confronti della musica e dell’attualità.

La sua scalata ai ranghi è rapida e travolgente, nel 1973 diventa responsabile della fotografia della rivista e lo sarà fino al 1983.

Vediamo, adesso, le sue immagini più famose:

Siamo nel 1975 quando viene inviata dalla rivista a fotografare i Rolling Stone in tour. Tra le sue fotografie preferite c’è quella fatta al cantante Mike Jagger in ascensore.




Il front man ha indosso un accappatoio, in testa un asciugamano per i capelli bagnati ed è illuminato dalle dure luci tipiche di qualsiasi ascensore. Proprio questi fasci luminosi mettono in risalto i caratteri spigolosi e le occhiaie tipiche del volto del cantante, che nonostante la situazione molto intima non perde il suo sguardo magnetico e alienante.
 

L’8 Dicembre 1980 scatta l’ultima fotografia a John Lennon e a sua moglie, Yoko Ono, prima che Lennon venga ucciso, appena cinque ore dopo.

John Lennon insistette molto affinché comparisse anche la moglie in questa fotografia. La forza di questo scatto, che sarebbe passato alla storia anche senza il tragico evento accaduto subito dopo, sta nella lettura dell’immagine: Yoko e John sono distesi per terra, lei vestita di nero è sdraiata sulla schiena e lui le si aggrappa addosso, completamente nudo e in posizione fetale, la bacia appassionatamente mentre lei è lontanissima dal gesto avvolgente del compagno mostrando di essere tutt’altro che partecipe alle emozioni del momento.

Lo scatto della Leibovitz vuole mettere in risalto l’idea che il mondo aveva della loro relazione: la tenacia devota di Lennon si scontra con il gelo anaffettivo e pieno di disagio della moglie, che tutti considerano responsabile della scelta di John Lennon di lasciare The Beatles.

Ci spostiamo nel 1991 ed esce il numero di agosto di Vanity Fair. Il mondo viene sconvolto!

In copertina c’è una bellissima Demi Moore completamente nuda e incinta di 7 mesi, il suo braccio destro copre il seno e il sinistro abbraccia la pancia, il suo sguardo fiero punta oltre l’obiettivo della macchina mostrando quell’autorità serena e protettiva che spesso attribuiamo alle madri.

Oggi la visione di un corpo nudo ha smesso di essere un qualcosa di sensazionale, ma al tempo fu un vero e proprio scandalo che ha segnato per sempre un cambio di rotta in questo contesto: Annie ha messo in discussione la nudità applicandola ad un corpo di una donna incinta.
Nel suo scatto la Moore è fiera di partecipare a questo intento e ce lo dimostra mostrando il suo sguardo consapevole della sua sensualità e femminilità: la donna incinta non è più un veicolo! 1984. La stand up comedian americana Whoopi Goldberg inserisce nei suoi spettacoli tematiche importanti come il razzismo: la ricordiamo in uno dei suoi monologhi per aver interpretato una ragazzina che cerca di diventare più bianca lavandosi con la candeggina.

È questa l’idea che infiamma la mente della nostra fotografa: fa immergere Whoopi in una vasca da bagno piena di bianco latte. Un’immagine semplice ripresa dall’alto che vede il viso giocoso dell’attrice emergere da questo mare di latte insieme alle sue braccia e gambe.

Passiamo ad un’altra immagine semplice, ma che ci racconta di come gli attori molto famosi diventano loro stessi personaggi, diventano idoli di cui vogliamo sapere tutto.

Questo concetto è meglio evidenziato in questa iconica fotografia che ritrae Meryl Streep su un fondo neutro (nuovamente), con la faccia pitturata di bianco, che si pizzica il viso nel tentativo di togliersi una maschera che non esiste più perché diventata la sua stessa faccia. Il viso dell’attrice è caratterizzato da un’espressione piuttosto neutra, se non per gli occhi che esprimono tutta l’angoscia di chi ha appena realizzato che è troppo tardi per tornare indietro.

Fino ad ora abbiamo visto come, attraverso composizioni semplici, la Leibovitz riesce a mandare messaggi sottili, come delle frecce, che trafiggono la sensibilità acerba di un’America (e di un mondo, aggiungerei) ancora incapace di parlare di alcune tematiche.

Voglio farvi delle domande: quanti di voi conoscono queste immagini? Quanti di voi avrebbero saputo dire chi fosse l’autrice?

Ci sono due modi per diventare fotografi famosi: uno è alla maniera di Richard Avedon, che vedremo in articoli successivi, l’altro è il modus Annie Leibovitz: lavorare per delle riviste famose.

Essere spalleggiati da testate famose significa, da una parte, raggiungere il successo in pochissimo tempo e arrivare a conoscere personaggi di fama internazionale, dall’altra, però, significa anche vivere nell’ombra del soggetto o della rivista stessa a discapito di chi ha messo testa e mano in quella fotografia.

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