COME CAPPUCCETTO ROSSO SI MANGIO’ IL LUPO
Di Monia Guredda
C’era una volta. Nel leggere questa frase si torna tutti bambini.
Ma perché le fiabe e le favole hanno un ascendente così forte su di noi?
Iniziamo con un distinguo necessario:
la favola narra di animali antropomorfizzati che mettono a nudo vizi e virtù umane al fine di impartirci una lezione morale ( vedi La volpe e l’uva)
La fiaba invece ha per protagonisti esseri umani (magici e non) e creature fantastiche, come fate, streghe, gnomi, draghi ecc. e non ha necessariamente un fine morale, anche se il più delle volte si conclude con la vittoria dei buoni sui cattivi. Ma non sempre.
La fiaba è un racconto popolare fantastico che ha origini antichissime. Nasce come semplice racconto orale, tramandato a voce di generazione in generazione, fino a quando non ha iniziato ad essere trascritta.
Si crede che già gli uomini preistorici si riunissero intorno al fuoco per raccontarsi delle storie. E in fondo, cosa sono le pitture rupestri se non illustrazioni di fiabe e favole?
Secondo altri studiosi, l’origine della fiaba va ricercata in India, culla delle prime civiltà e che da lì viaggiò, modificandosi, di paese in paese. Questo spiegherebbe i molti punti di contatto tra le fiabe orientali e quelle occidentali.
È provato che la più antica raccolta scritta di fiabe sia Le mille e una notte, che ha come nucleo alcune fiabe indiane del XII secolo a cui si sono aggiunte fiabe persiane ed egiziane. Il libro fu tradotto nel XVIII secolo in Francia e da lì divenne famoso in tutto l’occidente.
Chi furono i primi narratori?
Popolani che si raccontavano storie durante le lunghe ore di lavoro e la sera, a casa, davanti al fuoco, per rallegrare la famiglia. I primi creatori di fiabe sono stati contadini, pescatori, massaie e balie, i cui nomi non sono stati tramandati.
Ne consegue che la credenza secondo cui le fiabe sono intrattenimento per bambini è falso. Le fiabe hanno il potere impagabile di far tornare bambini gli adulti e di sorreggerli durante i momenti più faticosi della vita.
La fiaba, come dimostra la scienza etnoantropologica, rivestiva un’importanza vitale per le comunità, in quanto parlava delle credenze popolari, delle paure di quel popolo e del loro modo di immaginare i ricchi e i re. Erano storielle puerili dotate di lieto fine, che avevano funzione catartica.
(FINE PRIMA PARTE…a mercoledì!)

