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Fonte: Dott. Claudio Marcassoli
Psichiatra Psicoterapeuta – Criminologo forense – Complesso “La Garberia” – Sondrio

Non si nasce genitori, ma lo si diventa quando si mette al mondo un figlio e le capacità genitoriali si acquisiscono lungo tutto l’arco della sua crescita.

Essere genitori significa assumersi la responsabilità, le fatiche e la bellezza della crescita dei figli in un percorso che comunque non permette rassicuranti certezze.

Non ci sono indicazioni e regole, se non le più semplici (che sono spesso anche le più efficaci), che siano adeguate per tutti i figli: ogni genitore è diverso dagli altri e da questa diversità derivano i diversi atteggiamenti, convinzioni, regole, abitudini che metteranno in atto. Così anche i figli sono diversi e per questo motivo crescerli richiede un continuo e progressivo adeguamento da parte dei genitori, che devono saper rispondere a esigenze sempre nuove, alla ricerca di nuove modalità di relazione con loro.

Lungo l’arco della crescita si incontreranno figli “sempre diversi”: pensiamo al passaggio tra infanzia e adolescenza, percorso sempre più precoce e sempre più turbolento verso l’età adulta, con l’abbandono della funzione protettiva e rassicurante (quando c’è) dei genitori, anzi spesso con il rifiuto di questa funzione, con la scoperta dell’ “altro”, un tuffo nella vita adulta, così ricca di attrattive per una mente ancora acerba. L’adolescenza ha un naturale e necessario compito evolutivo: essa porta con sé tutta una serie di cambiamenti nei figli, che da bambini docili iniziano a ribellarsi, mettendo in discussione l’autorità dei genitori e provocando in famiglia tensioni e litigi.

I genitori si trovano disorientati e spesso impotenti di fronte a comportamenti dei figli che non riconoscono più e temono che la situazione possa sfuggire loro di mano.

È importante comprendere che la ribellione fa parte del percorso di crescita e quasi sempre non è riferita al rapporto diretto con mamma e papà, di cui i ragazzi hanno ancora tanto bisogno, anche se non lo ammettono.

I genitori faticano ad accettarlo: gli adolescenti guardano i genitori in modo diverso, mettendo in discussione l’onnipotenza e l’onniscienza che riconoscevano loro solo pochi anni prima. La presa di distanza può manifestarsi come ribellione, rifiuto delle regole, isolamento o chiusura in se stessi: questo processo che è fisiologico, indispensabile per la crescita, non deve però diventare eccessivo.

Prepotenti sono le spinte biologiche verso l’autonomia: il corpo che cambia, gli ormoni, la scoperta della sessualità sempre più precoce, troppo precoce, l’identificazione sessuale; il ragazzo tende a sentirsi onnipotente.

“Età dello tsunami”, così è stata definita l’adolescenza.

Questa fase è molto difficile sia per il ragazzo sia per i genitori: c’è da chiedersi poi se il livello di “dis-informazione” fornito dai “social” sia utile in questo processo: la morte, ad esempio, sembra essere diventata un concetto virtuale, come nei videogiochi, e la realtà virtuale sembra prevalere su quella fattuale.

ECCO LA SFIDA: da un lato la turbolenza della crescita, dall’altro la funzione di contenimento dei genitori.

Sabato 31/10 alle 16:30 ci ritroveremo a parlarne con la dott.ssa Lucia Montalto, Psicologa. Perché non esiste il genitore perfetto e ciascuno di noi, nel proprio processo evolutivo, ha la necessità di essere affiancato e sostenuto, sia che stia “crescendo se stesso”, sia che stia “crescendo la propria famiglia e/o i propri figli”.

Contributo partecipazione 15€ per il genitore singolo – 25€ per la coppia

Informazioni e Prenotazioni: 3318159933 – unipopbracciano@gmail.com

Università Popolare del Lago di Bracciano. Bracciano, Via delle Cantine, 19

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